Le tribolazioni di un traduttore

Aspettare per correre e correre per aspettare: la vita di un traduttore non è facile…

La vita del traduttore non è facile. Vi porteremo alla scoperta della vita epica di questi eroi post-Babele, che da soli devono affrontare scadenze malvagie, il rischio di un esaurimento nervoso e i demoni dell’informatica: ecco il traduttore, le sue fatiche erculee, il suo inesauribile coraggio, il suo tragico destino…

L’attesa prima di iniziare…

In principio, c’era l’attesa. Perché la vita di un traduttore freelance è come la Genesi al contrario: 6 giorni “di riposo” e una giornata di lavoro. Tranne per il fatto che il traduttore non si gode il riposo prima del lavoro. Si tratta tecnicamente di disoccupazione senza essere disoccupati, un periodo fatto di incertezza e di minuti trascorsi in attesa di un’e-mail di un cliente o di un’agenzia di traduzioni… e improvvisamente, di solito molto tardi alla fine del sesto giorno, la tanto attesa e-mail arriva. Alleluia, alleluia: è ora di mettersi all’opera.

Da uno stress all’altro

Allo stress dell’attesa subentra lo stress della scadenza. Mentre il traduttore apre febbrilmente tutti i programmi, i siti Web e altri riferimenti che userà per portare a termine il suo glorioso compito interculturale, calcola e ricalcola quanto tempo ha per completare il suo lavoro (a mente, il che non è facile perché il traduttore è più che altro un uomo di lettere): 21.345 parole, posso fare tot parole all’ora così avrò tot ore di lavoro e tot ore -4 per consegnarlo…il che significa qualche ora in meno per dormire qui, un piccolo aumento della produttività lì, e all’improvviso tutto appare insormontabile…

I nemici del traduttore

Quasi possibile, se tutto va bene. Il che implica:  A) che il dio della tecnologia dia a noi il nostro CAT Tool quotidiano (e che la santissima trinità Computer – Software – Internet ascolti le nostre preghiere). B) che il documento da tradurre non vada corretto in modo da renderlo intelligibile prima che si possa effettivamente iniziare a tradurre. C) che lo scrittore del testo non abbia scherzosamente deciso, in uno sforzo di Ermetismo, notevole quanto riprovevole, di includere almeno una frase intraducibile per riga.

Correre per aspettare

Immaginiamo comunque che tutto vada liscio come l’olio. Arriva il momento della scadenza, un clic su “Invia” e le traduzioni finanziarie, mediche o legali saranno consegnate come stabilito. Il traduttore ricorda improvvisamente che ha una spina dorsale che ora sarà difficile separare dallo schienale della sedia. Quindi, stanchissimo, si dirigerà verso il letto o una qualche superficie più o meno imbottita dove crollare come un naufrago su una spiaggia di sabbia calda. Ed è qui che inizia la fase di recupero: il nostro buon traduttore ora cercherà di recuperare le forze aspettando, da quel momento in poi, di essere pagato.

Perché anche alla fine, c’era l’attesa. Ma questa è un’altra storia… una storia molto, molto lunga…

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