{"id":10022,"date":"2019-01-09T15:00:43","date_gmt":"2019-01-09T13:00:43","guid":{"rendered":"http:\/\/culturesconnection.com\/?p=10022"},"modified":"2020-09-25T11:28:31","modified_gmt":"2020-09-25T10:28:31","slug":"nadege-gayon-debonnet-la-vita-di-una-traduttrice-specializzata-in-localizzazione-di-videogiochi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/culturesconnection.com\/it\/2019\/01\/09\/nadege-gayon-debonnet-la-vita-di-una-traduttrice-specializzata-in-localizzazione-di-videogiochi\/","title":{"rendered":"Nad\u00e8ge Gayon-Debonnet: la vita di una traduttrice specializzata in localizzazione di videogiochi"},"content":{"rendered":"<p><strong>Quando la traduzione \u00e8 un gioco: la localizzazione di videogiochi raccontata da una traduttrice appassionata di videogiochi.<\/strong><!--more--><\/p>\n<p>Arrivati direttamente dal Giappone, i videogiochi, in principio destinati ai nerd, hanno velocemente sedotto una vasta porzione di pubblico e attraversato molte generazioni. Col passare del tempo, le sale giochi sono state rimpiazzate dai computer portatili. Ed \u00e8 cos\u00ec che il fenomeno dei videogiochi ha superato le frontiere e si \u00e8 diversificato. Infatti, al giorno d\u2019oggi, se potete giocare online con il vostro compagno cinese o venezuelano o di qualunque altra nazionalit\u00e0 in universi sempre pi\u00f9 grandiosi, da una parte \u00e8 grazie all\u2019evoluzione tecnologica e dall\u2019altra \u00e8 grazie ai traduttori specializzati in localizzazione di videogiochi. Dopo aver studiato tedesco, italiano, russo e slovacco fino all&#8217;universit\u00e0, <a href=\"http:\/\/nadegegayon.debonnet.fr\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Nad\u00e8ge Gayon-Debonnet<\/a> ha deciso poi di dedicarsi completamente all\u2019inglese conseguendo la Laurea triennale in Lingue, Letterature e Culture Straniere presso l\u2019Universit\u00e0 Blaise Pascal di Clermont-Ferrand e la Laurea magistrale in &#8220;M\u00e9LexTra&#8221; presso l\u2019Universit\u00e0 di Lille 3. Questa giocatrice \u00e8 oggi traduttrice specializzata in <a href=\"https:\/\/culturesconnection.com\/it\/traduzione-localizzazione-videogiochi\/\">localizzazione di videogiochi<\/a> e ha contribuito, tra tanti, alla realizzazione di Dragon Age: Inquisition e a diverse opere della serie Tales of.<\/p>\n<p>In questa intervista con <a href=\"https:\/\/culturesconnection.com\/it\/\">Cultures Connection<\/a>, ci parla della quotidianit\u00e0 di questo mestiere ancora sconosciuto nel settore della traduzione.<\/p>\n<h2><strong>Come definiresti la localizzazione di videogiochi?<\/strong><\/h2>\n<p>Innanzitutto, direi che \u00e8 un lavoro che a volte \u00e8 un p\u00f2 come il gioco d&#8217;azzardo. Dato che spesso non abbiamo molte informazioni sul contesto di ci\u00f2 che dobbiamo tradurre e non siamo mai sicuri di ottenere risposta alle nostre domande, \u00e8 necessario fare dei controlli incrociati e delle supposizioni sulla base dei pochi elementi a disposizione. Bisogna anche essere curiosi. Ad esempio, per un gioco di esplorazione spaziale, ho dovuto cercare termini di botanica, geologia, chimica, meccanica e fisica quantistica!<\/p>\n<p>In secondo luogo, rappresentiamo uno degli ultimi anelli della catena di creazione del gioco e, occupandoci principalmente del testo, dobbiamo spesso riparare gli errori degli ideatori. Inoltre, riceviamo anche dei testi non completi perch\u00e9 il lavoro dello sviluppatore viene svolto in parallelo. Bisogna dunque adattarsi giorno per giorno ai cambiamenti che possono insorgere e ricordarsi che a volte un testo su cui abbiamo speso tre giorni potr\u00e0 non servire affatto per la versione finale.<\/p>\n<h2><strong>Sei anche una giocatrice?<\/strong><\/h2>\n<p>S\u00ec, ma non dedico tanto tempo ai miei giochi quanto vorrei. Sono mesi che <em>Skyrim<\/em> \u00e8 sul mio computer in attesa di essere aperto ma non ho ancora avuto occasione di giocarci. Gioco soprattutto sul cellulare, \u00e8 pi\u00f9 semplice trovare il tempo per una breve partita piuttosto che perdere ore ed ore giocando al PC o alla console.<\/p>\n<h2><strong>Lavori in squadra?<\/strong><\/h2>\n<p>S\u00ec e no. Lavoro da casa ma, di fatto, siamo generalmente in tanti a lavorare sullo stesso gioco. Sono sempre in contatto diretto con il project manager e a volte con il revisore o il traduttore se sono io a revisionare. Inoltre, a volte, per alcuni progetti pu\u00f2 succedere che tutti si ritrovino a conversare su Skype per condividere le scelte terminologiche.<\/p>\n<h2><strong>Quali programmi di traduzione assistita utilizzi?<\/strong><\/h2>\n<p>Da qualche anno, utilizzo esclusivamente MemoQ. Tutti i miei clienti lo utilizzano e devo dire che lo trovo molto pratico. Prima di questo, utilizzavo Trados Studio e, ancora prima, Trados 2007.<\/p>\n<h2><strong>Quali sono i clienti pi\u00f9 importanti nella localizzazione di videogiochi?<\/strong><\/h2>\n<p>Ci sono due tipi di clienti: gli editori di videogiochi e le agenzie di localizzazione che fanno da intermediario tra editori e traduttori. Per quanto mi riguarda, lavoro principalmente per le agenzie. Sebbene le tariffe siano meno elevate rispetto a quelle degli editori, le agenzie si occupano di gestione (spesso complessa) di progetti e dei rapporti (anch\u2019essi spesso complessi) con gli editori, e questo \u00e8 gi\u00e0 un sollievo.<\/p>\n<h2><strong>Se dovessi imparare un\u2019altra lingua per espandere le tue competenze nella localizzazione di videogiochi, quale sarebbe?<\/strong><\/h2>\n<p>Il giapponese. Lavoro spesso su giochi tradotti dal giapponese all\u2019inglese da tradurre poi verso le altre lingue europee. Questo sistema di traduzione-intermediaria permette di minimizzare i costi per gli editori, ma a volte a discapito della qualit\u00e0. Mi ritrovo spesso a pensare che sarebbe pi\u00f9 semplice se capissi il giapponese, poich\u00e9 il testo di origine figura spesso nel file a lato della versione inglese. Ma \u00e8 abbastanza difficile trovare il tempo per imparare una lingua cos\u00ec complessa.<\/p>\n<h2><strong>Hai un aneddoto da raccontare che riassume la realt\u00e0 del localizzatore di videogiochi?<\/strong><\/h2>\n<p>Durante il mio stage, uno dei project manager mi ha detto: \u00abSe un giorno dovessi scrivere la mia autobiografia, la intitoler\u00f2 <em>Could you please provide more context<\/em>\u00bb. Mi dico spesso la stessa cosa. \u00c8 la frase che scriviamo di pi\u00f9 in questo mestiere, non nelle traduzioni, bens\u00ec nei file con le domande che inviamo agli sviluppatori per avere dei chiarimenti. C\u2019\u00e8 da dire che il testo di origine sembra spesso una lunga lista di parole senza la minima logica.<\/p>\n<h2><strong>Che gioco sogni di tradurre e perch\u00e9?<\/strong><\/h2>\n<p>Mi piacerebbe lavorare sulle saghe <em>Zelda<\/em> e <em>Final Fantasy<\/em>, semplicemente perch\u00e9 sono i miei giochi preferiti! Mi piace molto il concetto di queste due serie: inventare ogni volta una storia nuova, ma conservando degli elementi ricorrenti. Sfortunatamente, non ho ancora avuto l\u2019occasione di confrontarmici professionalmente.<\/p>\n<p>Traduzione in italiano: Fabio Forleo<\/p>\n<p>Scopri i nostri <a href=\"https:\/\/culturesconnection.com\/it\/servizi-di-traduzione\/\">servizi di traduzione<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando la traduzione \u00e8 un gioco: la localizzazione di videogiochi raccontata da una traduttrice appassionata di videogiochi. 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