{"id":10017,"date":"2019-10-23T15:00:59","date_gmt":"2019-10-23T13:00:59","guid":{"rendered":"http:\/\/culturesconnection.com\/?p=10017"},"modified":"2020-09-18T13:57:28","modified_gmt":"2020-09-18T12:57:28","slug":"didier-ruiller-e-il-sottotitolaggio-un-viaggio-andata-e-ritorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/culturesconnection.com\/it\/2019\/10\/23\/didier-ruiller-e-il-sottotitolaggio-un-viaggio-andata-e-ritorno\/","title":{"rendered":"Didier Ruiller e il sottotitolaggio: un viaggio andata e ritorno"},"content":{"rendered":"<p><strong>Scopriamo l&#8217;esperienza di un traduttore nel settore del sottotitolaggio, un settore sempre pi\u00f9 importante dei media, del cinema e delle serie tv.<\/strong><!--more--><\/p>\n<p>Appassionato per le lingue, Didier Ruiller ha studiato traduzione all\u2019ISIT, a Parigi, dopo aver conseguito la maturit\u00e0 scientifica. Grazie alla sua passione per le serie e i dialoghi, si \u00e8 poi specializzato in <a href=\"https:\/\/culturesconnection.com\/it\/servizio-sottotitolaggio\/\">traduzione audiovisiva<\/a>. La sua prima esperienza in uno studio di sottotitolaggio in cui occupava un posto pi\u00f9 tecnico che incentrato sulla traduzione, gli ha permesso di imparare tutti i trucchi del mestiere e crearsi una rete di contatti.<\/p>\n<p>Pur mantenendo il sottotitolaggio come attivit\u00e0 principale, si \u00e8 interessato anche all\u2019editoria. Il <a href=\"https:\/\/editions.flammarion.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Gruppo Flammarion<\/a> gli affida, all\u2019epoca, la traduzione di diverse opere tratte dalla collezione \u00abSans aspirine\u00bb che tratta le scienze umane da un punto di vista divertente e insolito. In seguito, si dedica all\u2019insegnamento, all\u2019ISIT, dove prova a trasmettere tutto ci\u00f2 che aveva imparato nella pratica e a confrontarsi con il pubblico. \u00abAnimare un corso significa affrontare un assistente con dei pregiudizi che vi giudicher\u00e0 sulla vostra capacit\u00e0 di trasmettere i concetti. E anche se siete l\u00ec in primis per condividere la passione del vostro mestiere, non bisogna dimenticare che la vostra \u00e8 anche una performance. Dovete essere accattivanti, convincenti e stimolanti. Se non siete bravi, ve ne accorgerete subito!\u00bb sottolinea Didier Ruiller. Il cerchio si chiude. Per 10 anni, questo specialista della traduzione audiovisiva e del sottotitolaggio ha dunque alternato le sue due principali attivit\u00e0: da un lato la traduzione e dall\u2019altro l\u2019insegnamento.<\/p>\n<p>In questa intervista con <a href=\"https:\/\/culturesconnection.com\/it\/\">Cultures Connection<\/a>, questo fanatico di film in versione originale ci racconta l&#8217;esperienza di traduttore e condivide con noi la sua passione per l\u2019insegnamento.<\/p>\n<h2><strong>Lei ha lavorato al sottotitolaggio di \u00ab<em> Drive <\/em>\u00bb di Nicolas Winding Refn, quali erano le condizioni di lavoro e di confidenzialit\u00e0?<\/strong><\/h2>\n<p>L&#8217;obbligo di confidenzialit\u00e0 \u00e8 evidente. Dal momento in cui il cliente vi affida l\u2019adattamento di un lungometraggio, avete a disposizione il copione e l\u2019immagine poich\u00e9 si lavora sempre a partire da un video del film in questione. Perci\u00f2, \u00e8 chiaro che noi traduttori siamo tenuti a non divulgare niente. Lavoriamo appartati senza parlare con nessuno.<\/p>\n<p>Ora, a seconda del film o del programma su cui si lavora, c\u2019\u00e8 un grado di confidenzialit\u00e0 diverso. Riguardo alle grandi uscite, sussistono alcune norme e i traduttori devono firmare degli accordi. \u00c8 successo pi\u00f9 volte anche a me. Una collega mi ha anche raccontato che per un film \u00e8 stata costretta a lavorare negli studi del distributore per evitare che circolassero copie o versioni del film.<\/p>\n<p>Comunque, nella maggior parte dei casi, si lavora da casa e il cliente conta sulla nostra discrezione per non rivelare nulla del film e della trama. Prima di tutto, \u00e8 un rapporto di fiducia con il distributore. Lui sa che non diffonderemmo il film perch\u00e9 sarebbe come tirarsi una zappa sui piedi.<\/p>\n<blockquote><p>Nella professione diciamo spesso che il sottotitolaggio migliore \u00e8 quello che non si nota.<\/p><\/blockquote>\n<h2><strong>Cosa bisogna fare perch\u00e9 lo spettatore possa godere del film mentre legge?<\/strong><\/h2>\n<p>\u00c8 proprio questo che rende difficile e interessante il sottotitolaggio. Non c\u2019\u00e8 niente di peggio per lo spettatore che passare la maggior parte del tempo con gli occhi incollati sulla parte inferiore dello schermo. Il sottotitolo deve perci\u00f2 fare da sostegno. Ovvero, deve aiutare lo spettatore a seguire il film ma non deve mai prendere il sopravvento sull\u2019immagine e su ci\u00f2 che passa sullo schermo. Inoltre, noi della professione diciamo spesso che il sottotitolaggio migliore \u00e8 quello che non si nota. Quando chiedete allo spettatore che cosa pensa dei sottotitoli, se vi risponde che non lo sa, significa che \u00e8 andato tutto liscio. Infatti, la sfida sta nel riuscire a inserire un testo che non superi la leggibilit\u00e0 massima alla quale abbiamo diritto per ogni sottotitolo, permettendo allo spettatore di capire istantaneamente ci\u00f2 che gli attori dicono sullo schermo. Ed \u00e8 per questo che spesso diciamo che pi\u00f9 che di una traduzione audiovisiva si tratta di un adattamento. Non abbiamo la possibilit\u00e0 &#8211; come un traduttore letterario &#8211; di ricorrere alle note di traduzione. Nella traduzione audiovisiva o nel sottotitolaggio, siamo limitati dal tempo e dallo spazio ed \u00e8 importante che la comprensione dello spettatore sia immediata, specialmente se si lavora su registri molto particolari come l\u2019humor.<\/p>\n<p>Prendiamo l\u2019esempio dell\u2019inglese. Ci sono delle cose che non saranno uguali nella lingua d\u2019arrivo perch\u00e9 lo humor anglosassone non \u00e8 uguale a quello francese. L\u2019inglese possiede molte parole corte, da 3 a 5 lettere, in cui \u00e8 sufficiente cambiare una lettera per cambiare il senso. Lo humor francese gioca su un registro differente. In questo momento, sto lavorando sui <em>Late Show<\/em> americani, dove la differenza si fa lampante: siamo obbligati ad adattare. Ci sono delle parole o espressioni che suonano bene se trasposte da una lingua ad un\u2019altra ma se entrano in gioco la fonetica e l\u2019omonimia, allora le cose si complicano. Lo humor \u00e8 la difficolt\u00e0 maggiore di questo mestiere ma \u00e8 anche ci\u00f2 che lo rende appassionante.<\/p>\n<p>La seconda difficolt\u00e0 con la quale ci siamo dovuti confrontare \u00e8 che l\u2019inglese \u00e8 una lingua pi\u00f9 concisa e sintetica rispetto al francese. Tra l&#8217;inglese e il francese c&#8217;\u00e8 un coefficiente di espansione del 20%, il che significa che un testo in inglese generer\u00e0 un testo pi\u00f9 lungo se tradotto in francese. Siamo perci\u00f2 obbligati a condensare e riassumere i discorsi. Se, ad esempio, il parlante in inglese pronuncia tre frasi, ognuna contenente un\u2019idea diversa, bisogna trovare una scorciatoia in francese che riassuma le tre idee. In alcuni casi, siamo costretti a sacrificare una delle tre frasi, sempre che non siano fondamentali al contesto. Saper padroneggiare l&#8217;implicito \u00e8 essenziale, cos\u00ec come sapersi destreggiarsi tra i sinonimi.<\/p>\n<h2><strong>Lei ha diretto il Master in Comunicazione Interculturale e Traduzione all\u2019ISIT, quali sono i vantaggi di amalgamare comunicazione e traduzione?<\/strong><\/h2>\n<p>Quando ero studente, l\u2019ISIT formava esclusivamente ai mestieri della traduzione e interpretazione. Si usciva dalla scuola con una laurea in traduzione e\/o interpretazione, e ci\u00f2 mi era molto utile dato che era quello che volevo fare. La scuola ha poi deciso di diversificare la sua formazione per adattarsi a un mercato lavorativo in continua evoluzione, ma sempre nell\u2019ambito linguistico e interculturale. Adesso, propone una formazione incentrata sulla comunicazione, il management e l\u2019interculturalit\u00e0 che permette ai giovani laureati di lavorare in altri settori oltre la traduzione come le risorse umane, il marketing, la comunicazione interna ed esterna dell\u2019impresa, tutto ci\u00f2 nelle diverse lingue di lavoro.<\/p>\n<p>Sono queste le competenze acquisite dai nostri studenti durante il corso, ma saranno soprattutto le loro competenze linguistiche e culturali a fare la differenza sul mercato del lavoro. Un giovane laureato sapr\u00e0, in questo modo, gestire perfettamente da solo un team di lingua spagnola composto da un colombiano, uno spagnolo e due cileni, ad esempio, poich\u00e9 domina i codici propri di ogni paese e cultura.<\/p>\n<blockquote><p>&nbsp;<\/p><\/blockquote>\n<h2><strong>Quale sceneggiatore vi piacerebbe tradurre?<\/strong><\/h2>\n<p>Non saprei. Mi piacerebbe lavorare per molti registi. Ho avuto la fortuna di tradurre \u00ab<em>Drive <\/em>\u00bb di Nicolas Winding Refn, e altri suoi film. \u00c8 un regista che produce film con pochi dialoghi e lavora soprattutto sulle inquadrature, la fotografia, l\u2019ambiente. Mi piace quello che fa. Inoltre, non ho mai avuto l&#8217;occasione di lavorare sui film di Wes Anderson, un regista che apprezzo molto, ma mi piacerebbe molto tradurli. Mi piacerebbe anche riadattare alcuni grandi classici che si vedono in tv i cui sottotitoli avrebbero bisogno di una bella rispolverata!<\/p>\n<p>Scoprite i nostri <a href=\"https:\/\/culturesconnection.com\/it\/servizi-di-traduzione\/\">servizi di traduzione<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scopriamo l&#8217;esperienza di un traduttore nel settore del sottotitolaggio, un settore sempre pi\u00f9 importante dei media, del cinema e delle serie tv. 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