Saper dire di no a un progetto di traduzione

Bisogna saper dire di no a una traduzione perché accettare ogni progetto è un grave errore che mette in pericolo la tua credibilità e la tua attività.

Saper dire di no a un progetto di traduzione, che venga da un cliente diretto o da un’agenzia di traduzione, è qualcosa di molto importante. Accettare in maniera avventata tutti i progetti che vi vengono offerti è un grave errore che può notevolmente mettere in pericolo la vostra credibilità e la vostra attività. Alla fine il vostro cliente non avrà nulla da obiettare per un vostro rifiuto che, anche se spesso non si rende conto, è nel suo interesse.

Un progetto di traduzione deve essere attentamente analizzato

Prima di accettare un progetto, il traduttore deve analizzarlo e raccogliere abbastanza informazioni per sapere se è in grado di gestirlo (in maniera sincera) valutando con precisione la sua capacità di fornire un lavoro di qualità entro i termini stabiliti. A tal fine, per questa valutazione, credo sia fondamentale chiedere un estratto del contenuto da tradurre. Oltre all’estratto, è importante verificare se sono disponibili dei glossari o una terminologia per valutare se bisognerà destinare un considerevole lasso di tempo alla ricerca terminologica. Può anche essere opportuno, per quanto possibile, chiedere elementi riguardo al contesto del progetto di traduzione, come ad esempio delle catture dello schermo, che permettono di capire meglio lo scopo della traduzione. Una volta che avete a disposizione tutti gli elementi, dovrete valutare il tempo di cui avete effettivamente bisogno e confrontarlo con la scadenza. Non dimenticate di concedervi un margine di tempo sufficiente e di negoziare le scadenze.

Saper dire di no significa rispettare se stessi e il proprio lavoro

Dire di sì a tutti significa trasformare la traduzione in qualcosa di industriale, e ridurre il traduttore ad una “macchina converti parole”. Se siete traduttori, sarete certamente d’accordo nell’affermare che questo mestiere è molto più complicato di quanto si pensi, altrimenti la traduzione automatica avrebbe già preso il sopravvento da un bel po’ di tempo. L’importante, perciò, è sapersi rispettare come persone e conoscere i propri limiti. Quante parole al giorno posso accettare senza lavorare oltre il limite consentito e senza mettere a rischio la qualità del mio lavoro?
Rifiutare un progetto di traduzione significa anche rispettare il valore del proprio lavoro, la propria professione e, per estensione, gli altri traduttori. La traduzione è, sfortunatamente, troppo spesso considerata come un’attività che apporta poco valore aggiunto; anche se evidentemente è il contraio tutto sta nel farlo capire al cliente. Se rifiutate un progetto di traduzione per delle ragioni valide e ben illustrate, il vostro cliente sarà piacevolmente sorpreso. Noterà l’importanza che gli date e che non merita di ricevere una brutta traduzione. A lungo andare, sarete ripagati!

Saper accettare (comunque) alcuni progetti “limite”

Dato che c’è sempre un’eccezione alla regola, bisogna anche sapere quando prendersi dei rischi e, a volte, accettare dei progetti che preferiremmo lasciare ad un altro traduttore. Un cliente o un’agenzia di traduzione per la quale lavorate da tanto tempo non ha il diritto di fare un piccolo strappo alla regola e chiedervi una traduzione all’ultimo minuto? Chi rappresenta una parte importante del vostro fatturato non merita assistenza per quel progetto “un poco urgente” da consegnare la mattina dopo, anche rinunciando a qualche ora delle vostre beate vacanze? Tutto ciò è una questione di apprezzamento e il rapporto cliente-fornitore è sia un rapporto di corteggiamento che di rispetto reciproco! Spetta a voi saper dire: “Ok, per questa volta, ma la prossima sarà “No!”… e mantenere la promessa!

Tenete bene a mente che un traduttore può essere rimpiazzabile e che rifiutare una volta va bene, due volte passa pure, ma la terza volta il vostro cliente cercherà qualcun’altro più disponibile e non vi assegnerà più dei progetti.

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