La localizzazione: molto più che una traduzione

Il termine localizzazione è un prestito dall’inglese localization, ed è al giorno d’oggi ampiamente utilizzato nel mondo della traduzione a scapito del suo equivalente «regionalizzazione». Si tratta del processo di adattamento di un prodotto ad una determinata regione. La localizzazione non è, pertanto, un semplice servizio di traduzione.

La localizzazione è spesso preceduta da ciò che chiamiamo «internazionalizzazione» Si tratta di una tappa preliminare che consiste nel concepire un prodotto privo, quanto più possibile, di particolarità culturali. Sarà pertanto più facile da localizzare a grande scala e a costi inferiori.

La localizzazione è paragonabile ai servizi di traduzione?

Più che una semplice trasposizione da una lingua all’altra, la localizzazione implica anche l’adattamento culturale completo di un prodotto al suo mercato meta. Non si tratta solo di trasmettere un messaggio ma anche il suo obiettivo. Il traduttore deve possedere una perfetta padronanza della lingua meta, ma anche del tema, dei termini tecnici specifici, del mercato, degli obiettivi, ecc. Al di là delle parole, questo processo di adattamento consiste anche nel modificare, tra le altre cose, i domini, i calendari, l’ora, i simboli monetari, le unità di misura e i colori. Tanti fattori che rendono questa operazione molto complessa.

La localizzazione, potente strumento di marketing

La localizzazione permette alle imprese di aprire le porte al mercato internazionale. In ogni caso, non bisogna gettarsi a capofitto perché un semplice errore commesso dal traduttore, o da un traduttore automatico, potrebbe avere delle conseguenze spiacevoli per l’immagine dell’impresa. Prendiamo ad esempio la campagna pubblicitaria lanciata dal mercato scandinavo «Electrolux» negli Stati Uniti per promuovere i suoi aspirapolvere. Lo slogan utilizzato «Nothing sucks like an Electrolux», tradotto letteralmente significa «Niente aspira meglio di un Electrolux». Sfortunatamente per gli Stati Uniti, l’espressione «it sucks» ha anche un altro significato: «fa schifo». Questo genere di malintesi può far ridere ma può anche screditare completamente un marchio.

La localizzazione non si limita solo a risolvere problemi di carattere linguistico, ma permette anche di evitare problemi culturali. Prendiamo, questa volta, l’esempio di una marca di soda che aveva diffuso una pubblicità in India in cui un ragazzino serviva la bevanda a due calciatori. Questo spot era stato interpretato come a favore del lavoro minorile e il marchio è stato coinvolto in una causa legale.

Un esempio: la localizzazione di videogiochi

La localizzazione di videogiochi è una altra branca di quest’area a cui non pensiamo spesso ma che è altrettanto importante. Infatti, generalmente non è sufficiente tradurre i dialoghi, i menu o le istruzioni per l’uso. I traduttori hanno a volte modificato la storia o le spiegazioni per potersi adattare ad un’altra cultura. È un lavoro complesso e, per realizzarlo, le agenzie di traduzione si rivolgono spesso a traduttori che giocano ai videogiochi.

Tutti questi esempi illustrano perfettamente l’importanza della localizzazione, soprattutto ai giorni nostri in cui, con la globalizzazione, i mercati tendono ad aprirsi ad altri paesi, ad altre culture. La localizzazione tiene conto, dunque, delle suscettibilità locali per potersi adattare al mercato e conquistare il pubblico meta.

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