Gli errori della traduzione automatica

Sebbene i computer abbiano rubato i riflettori agli esseri umani in molti settori, la traduzione automatica non è una minaccia per i traduttori professionisti.

Al giorno d’oggi abbiamo accesso a molti traduttori automatici ed è vero che siamo spesso tentati di utilizzarli. Ma basta poco per rendersi conto che questi strumenti sono raramente efficaci. Infatti, forniscono traduzioni letterali allo stato grezzo, senza tener conto dell’aspetto culturale e del contesto che un lavoro di traduzione deve sempre prendere in considerazione. È per questo che gli errori nella traduzione automatica sono frequenti.

Nonostante i computer abbiano rubato la scena agli esseri umani in diversi settori, questi strumenti non sono pronti a rimpiazzare i traduttori professionisti o un’agenzia di traduzione. Ed ecco i principali motivi.

Tipo di documento

In primo luogo, questo strumento è generico. Il motivo è semplice: è programmato per adattarsi a qualsiasi tipo di documento. Ed è qui che riscontriamo la prima fonte di errori di traduzione automatica e il peggior nemico degli strumenti di traduzione automatica: la polisemia. Troverete di seguito un esempio che dovrebbe farvi sorridere, in cui il computer non ha chiaramente capito che la parola «avocat» non ha lo stesso senso in un contesto giuridico e culinario.

 

avocat2

Modello di traduzione

Un altro difetto: il modello di traduzione. Questi software confrontano diversi corpus di testi e definiscono delle regole di traduzione. Malgrado queste regole, per ogni traduzione nuova, il traduttore professionista è alle prese con nuove problematiche che solo lui può risolvere facendo delle scelte. Scelte che il software non è in grado di fare.

Alcuni esempi di errori di traduzione automatica

 

doudoune

 

Qui, il software ha tradotto un nome comune che indica un vestito con una marca specifica.

 

Sauter

 

In questo caso, la polisemia ha di nuovo indotto il computer in errore. Infatti, il verbo «sauter» in francese può tradursi come to jump, o to skip in inglese, in base al contesto. Al software, lungi dall’essere infallibile, è andata male, perché avrebbe dovuto tradurlo come skip per rendere il senso della frase iniziale.

Continuiamo con il prossimo esempio. Come dimenticare la pubblicazione di Benyamin Netanyahou che ha avuto la fortuna di incontrare «François Pays-Bas». In questo caso, il software di traduzione automatica ha dato luogo a un risultato particolarmente divertente in francese.

 

Hollande

 

Ancora un altro esempio: nel gennaio 2012, il sito del Ministero della Difesa di un paese del Sudest asiatico ha pubblicato un articolo sull’abbigliamento dei suoi impiegati. Dopo queste raccomandazioni, questi ultimi non dovevano indossare vestiti che «risaltano all’occhio», bensì uniformi di «combattimento di manguste». Il Ministero ha subito ritirato queste traduzioni, addossando la responsabilità di questo errore ad una famosa impresa di traduzione automatica.

Inoltre, in un contesto medico o giuridico, gli errori di traduzione automatica e una pessima traduzione possono avere gravi conseguenze.
Per concludere, diffidate di questi software. Possono essere utili in alcuni casi ma i loro limiti non vanno mai sottovalutati. Il nostro consiglio è di privilegiare sempre i servizi di un traduttore professionista.

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