Esperanto, l’unica lingua artificiale che ha preso vita

Tutto quello che c’è da sapere sulla lingua universale, l’esperanto, al 100° Congresso mondiale dell’esperanto a Lille dal 25 luglio al 1° agosto 2015!

Il centesimo Congresso mondiale di esperanto è l’occasione per soffermarsi su questa lingua, che, anche se raramente la lingua d’arrivo di traduzioni commerciali, legali o mediche, è finora l’unica lingua artificiale ad aver preso vita.

La creazione dell’esperanto

Ludwik Lejzer di Zamenhof nacque nel 1859 nella città di Bialystok, nel nord della Polonia. Ancora giovanissimo, espresse il desiderio di creare un linguaggio equo ed egualitario per la comunicazione internazionale. A 19 anni, presentò il suo progetto ai compagni di classe del liceo. Nel 1887, dopo aver completato gli studi in Oftalmologia, Zamenhof, sotto lo pseudonimo di Doktoro Esperanto, pubblicò a Varsavia la sua opera in russo, dal titolo Lingua internazionale, la primissima guida per imparare l’esperanto.

Lo sviluppo dell’Esperanto nel ventesimo secolo

L’esperanto godette inizialmente di un grande successo, prima nella Russia imperiale e poi in Europa orientale. Conquistò rapidamente l’Europa e in seguito l’America, trionfando prima in Giappone dopo la guerra russo-giapponese del 1904-1905. Le prime lezioni di esperanto in Cina furono impartite nel 1906. L’anno precedente, si era tenuto il primo Congresso mondiale di esperanto a Boulogne-sur-Mer, un evento che segnò l’emergere di un esperanto parlato (fino ad allora era stato solo una lingua scritta). La diffusione di questa lingua rallentò notevolmente durante le due guerre mondiali, ma riacquistò vigore negli anni ’50 con la creazione di numerose associazioni e club di esperanto.

Verso le traduzioni legali e finanziarie in esperanto?

Nel 2000, con l’avvento di Internet, l’esperanto ha ricominciato a crescere in termini di popolarità. Oggi, secondo il linguista Jouko Lindstedt, 1.000 persone al mondo parlano esperanto come lingua madre mentre un altro milione lo parla fluentemente. Numerosi romanzi sono stati pubblicati in esperanto, il che ha portato alla traduzione di questa lingua in molte altre.

Caratteristiche linguistiche

Anche se il vocabolario di esperanto è abbastanza vicino alle lingue indoeuropee, la sua struttura morfologica assomiglia più a quella di lingue isolanti come il cinese, o quella di lingue agglutinanti come il giapponese o il finlandese. L’esperanto ha 28 fonemi, trascritti per mezzo di 28 lettere (22 lettere dell’alfabeto latino e 6 che impiegano due caratteri diacritici). L’ortografia è completamente fonologica: ogni lettera rappresenta un singolo fonema.

Lille 2015: Centesimo Congresso mondiale di esperanto

Il 25 luglio 2015 venne inaugurato il 100° Congresso mondiale di esperanto a Lille. Il tema del Congresso era il seguente: Lingvoj, el di valoroj kaj artoj en Diálogo Inter kulturoj (che significa, come forse avrete capito, “Lingua, arte e valori nel dialogo interculturale”). 110 anni dopo il primo Congresso mondiale di esperanto a Bolougne-sur-Mer, l’affluenza a Lille è stata di oltre 3.000 partecipanti provenienti da tutto il mondo.

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