Come mettere fine alla traduzione-esecuzione?

Noi traduttori tendiamo a lamentarci di svolgere una professione sconosciuta, poco amata, sottovalutata. Come uscire dall’anonimato che ci circonda?

Ammettete che noi traduttori abbiamo la tendenza a grattarci l’ombelico, a lamentarci di svolgere una professione sconosciuta, poco amata, sottovalutata. Ma cosa potremmo fare per uscire da questo anonimato che circonda il mondo della traduzione e cosa succede dall’altra parte dello schermo? Chi è il nostro cliente, cosa fa, cosa desidera?

Secondo me, il dialogo tra traduttore e committente è spesso poco o mal sviluppato. Ora, al di là del suo ruolo di trasferitore di messaggi, il traduttore non potrebbe, in qualche modo, attribuirsi un ruolo di consulenza (in traduzione e quindi in comunicazione)?

A seguire, vi propongo di esaminare i principali interrogativi che possono (o devono) sorgere da entrambe le parti al momento di una richiesta di traduzione e le possibili risposte da fornire per stabilire un buon dialogo, far coincidere i bisogni del cliente con i nostri e, infine, lavorare con delle buone condizioni.

Committente, chi è lei?

Innanzitutto, è indispensabile conoscere il proprio cliente. Si tratta di un privato, di una PMI, di un’agenzia di traduzione, di una multinazionale? Qual è il suo settore di attività? Qual è la sua importanza e quali sono i suoi mezzi? Qual è il suo livello di conoscenza del mondo della traduzione e dell’interpretariato? La risposta a tutte queste domande determinerà il nostro rapporto, aiuterà ad indirizzare la scelta del nostro interlocutore, il modo di approcciarsi, il valore del preventivo di traduzione, il grado e la fluidità degli scambi di informazioni e di documentazione. Al cliente non dispiacerà porre delle domande, renderci partecipi, con lo scopo, ovviamente, di stabilire un rapporto di fiducia e ottenere tutte le informazioni necessarie per l’elaborazione di una traduzione corretta, precisa, rigorosa in materia di stile, di terminologia, di registro, ma anche utile per lui.

Committente, ha bisogno di tradurre tutto?

In alcuni casi, come per la traduzione di documenti giuridici, il problema realmente non si pone poiché quel tipo di documenti deve generalmente essere tradotto fedelmente e per intero. Ma che succede, ad esempio, nel caso di una richiesta di traduzione di una campagna marketing di una grande azienda, con lo scopo di promuovere la propria immagine all’estero? In questo caso, offrirete un ottimo servizio al vostro cliente consigliandogli di concentrarsi sulla parte essenziale del messaggio, con dei tagli sensati al testo di origine (e di conseguenza al suo budget di traduzione), con l’eliminazione di riferimenti troppo locali, espressioni troppo lunghe e contorte o passaggi non pertinenti al paese «meta». Un altro esempio riguarda la richiesta di traduzione di una nota di comunicazione interna: chiedete se si tratta di una traduzione «per informare» o di una traduzione «da pubblicare». Questa informazione può essere importante tanto per determinare il grado di precisione e di «pignoleria» del testo di arrivo. Insomma, siete anche consulenti!

Committente, qual è il suo budget?

Qual è il suo budget? Quali sono le sue tariffe? Sono domande legittime e anche causa di molte guerre. Sfortunatamente per noi, la professione di traduttore non è regolamentata, i prezzi variano (è un eufemismo!) da una zona geografica all’altra, da una combinazione linguistica all’altra e da un’area tecnica all’altra e i committenti possono, se vogliono, tramite internet trovare dall’altra parte del mondo dei fornitori di servizi a prezzi ridicoli (ho sentito parlare di un centesimo a parola!). A questo riguardo, dovremmo essere risoluti, convincenti e convinti e fare della pedagogia: il cliente deve sapere che al di sotto di una tariffa diciamo «ragionevole», bisogna stare attenti agli errori e allo loro conseguenze! La sua immagine potrebbe essere intaccata e la sua competenza messa in dubbio! Raccontate perciò al vostro cliente la storia della clinica di radiologia che aveva applicato una dose eccessiva di raggi a causa di un errore di traduzione delle unità di misura del manuale di istruzioni della macchina… Il vostro cliente non è ancora convinto, pensa che siate troppo cari? Potete proporgli di relativizzare, domandate qual è il budget della sua campagna pubblicitaria o quali sono le sue tariffe orarie da avvocato… Dai, scherzo, ma ho reso l’idea?

Committente, vuole davvero tradurre lei?

Inoltre, traduttori, date prova di tatto, pedagogia, persuasione, calma, ecc. Non derubate il vostro cliente. Spiegategli il valore aggiunto di un professionista, legato, ovviamente, alla sua conoscenza delle lingue origine e meta, alla sua perfetta padronanza della lingua madre, al suo modo di scrivere, alla sua attenzione ai dettagli e alla precisione, al suo carattere meticoloso in materia di ortografia, grammatica e tipografia, ma soprattutto alla sua capacità di effettuare ricerche affidabili e veloci per riscrivere il testo in un gergo tecnico e «del posto» perfettamente adatto, e questo non è da tutti! Ad ogni modo, non denigrate il compagno bilingue o gli strumenti di TAO, ma fate valere il vostro «in più». E, infine, se continuano ad abbassare la tariffa, proponete una revisione…

Committente e traduttore, comunicate!

Ora che vi è stato affidato il progetto, il più grosso resta da fare. Se il vostro cliente non vi ha dato spontaneamente il lessico, i glossari, la guida di stile e i documenti tecnici di base necessari alla comprensione della sua attività non esitate a chiederli. Il testo di origine è confuso? Chiedete dei chiarimenti (con parole appropriate, senza sottintendere che lo stile è illeggibile!) Il testo di origine contiene degli errori? Segnalatelo. Mi è capitato di inviare, alla fine dell’incarico, un piccolo elenco di errori o di ambiguità incontrate e anche di proporre delle modifiche al testo di origine, i clienti sono sempre stati felici di questa iniziativa! Ecco, siete traduttori-redattori-revisori-consulenti!

Il tema è molto ampio, ci sarebbe ancora molto da dire ma mi fermo qui. Ma tenere da parte del materiale anche per i prossimi articoli…

Traduzione in italiano: María Badal

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